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Epidemiologia delle legionellosi

  • Negli Stati Uniti tra il 1980 e il 1998 sono stati riportati al CDC (Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta) 356 casi di Malattia dei Legionari in media all’anno, numero di molto inferiore alla reale incidenza della malattia stimata intorno agli 8.000-18.000 casi ogni anno.

  • Nel periodo 1993-2006, in Europa sono stati notificati in totale 42.627 casi di Malattia dei Legionari, e di questi quasi 12.000 si sono verificati nel biennio 2005-2006, con 5.700 casi nel 2005 e 6.280 nel 2006. Questo aumento è in parte attribuibile al fatto che un numero sempre maggiore di paesi ha introdotto a livello nazionale programmi di sorveglianza per la prevenzione ed il controllo della legionellosi. Infatti il numero di paesi che hanno inviato i dati all'EWGLI è passato da 19 nel 1993 a 34 nel 2003 e 35 dal 2004 fino al 2006, con l'inserimento di Andorra. Il tasso medio di infezione è risultato pari a 10,3 casi per milione di abitanti nel 2005 (sulla base di una popolazione totale di 551 milioni) e a 11,2 casi per milione di abitanti nel 2006 (sulla base di una popolazione totale di 563 milioni); in entrambi gli anni i tassi più alti sono stati riportati dalla Spagna (28,4/1.000.000 nel 2005 e 30,0/1.000.000 nel 2006), seguita nel 2005 dalla Francia (24,8/1.000.000) e nel 2006 dall'Olanda  (26,9/1.000.000). Si ritiene tuttavia che la frequenza della malattia sia ancora largamente sottostimata e che l’incidenza più probabile in Europa sia superiore ai 20 casi per milione di abitanti. Nel biennio 2005-2006 sono stati riportati 629 (5,3%) casi nosocomiali, 7.041 (58,8%) comunitari, 2.622 (21,8%) associati ai viaggi e 1.688 (14,1%) che non è stato possibile classificare. Inoltre sono state individuate 214 epidemie che hanno coinvolto in totale 1.028 persone: 19 erano nosocomiali, 44 comunitarie, 143 associate ai viaggi e 8 di origine sconosciuta. Le torri di raffreddamento sono state indicate come sorgenti di infezione in 19 epidemie comunitarie, gli impianti idrici sono risultati responsabili di 15 epidemie nosocomiali, 5 comunitarie e 52 associate ai viaggi, le vasche idromassaggio di 4 epidemie comunitarie e 3 associate ai viaggi. Nel biennio 2007-2008 sono stati segnalati in totale 11.867 casi: 5.907 sono stati segnalati nel 2007 da 33 paesi e 5.960 nel 2008 da 34 paesi (incluso Cipro, che partecipava per la prima volta). I due paesi con la maggior differenza nel numero di casi tra il 2007 e il 2008 sono stati la Russia (con 140 casi nel 2007 a causa di una grossa epidemia e "solo" 18 casi nel 2008) e l'Italia (851 casi nel 2007 e 1.107 casi nel 2008). Il tasso di incidenza per milione di abitanti è risultato pari a 11,3 nel 2007 (sulla base di una popolazione totale di 523 milioni) e a 11,8 nel 2008 (sulla base di una popolazione totale di 506 milioni). Nel biennio 2007-2008 sono stati riportati 748 (6,3%) casi nosocomiali, 7.328 (61,8%) comunitari, 2.510 (21,2%) associati ai viaggi e 1.281 (10,8%) che non è stato possibile classificare. Inoltre sono state individuate 243 epidemie che hanno coinvolto in totale 890 persone: 28 erano nosocomiali, 63 comunitarie, 150 associate ai viaggi e 2 di origine sconosciuta.

  • In Italia nel periodo 1983-2000 sono stati notificati 1440 casi, anche se in base alle stime europee i casi incidenti in Italia dovrebbero essere oltre 1000 l’anno.

    Nel 2001 i casi sono stati 325 (il 70% in più del 2000) e nel triennio 2002-2004 sono stati circa 600 l'anno.

    Nel 2005 sono pervenute all’ISS 869 schede di sorveglianza relative ad altrettanti casi di Malattia dei Legionari, di cui 826 confermati e 43 presunti, con un incremento del 40% rispetto al 2004. E’ però difficile dire se tale incremento sia legato ad un reale aumento delle infezioni o al miglioramento delle possibilità diagnostiche e ad una maggiore attenzione alla diagnosi e notifica da parte degli operatori sanitari. La malattia resta comunque ampiamente sottostimata, soprattutto nelle regioni del Centro-Sud. L'incidenza della legionellosi in Italia nel 2005 è pari a 15 casi per milione di popolazione e, a fronte di un aumento dei casi comunitari, si apprezza una sensibile diminuzione dei casi nosocomiali (che passano dal 16% del 2004 al 9%) e della letalità (che passa dal 14% all'8,2%). Rimane invece pressoché invariata la proporzione di casi di legionellosi associati ai viaggi (14%) e quella di casi classificati come comunitari per i quali l'origine dell'infezione non è nota.

    Nel 2006 sono pervenute all’ISS 923 schede di sorveglianza relative ad altrettanti casi di Malattia dei Legionari, di cui 890 confermati e 33 presunti, con un  incremento pari al 6% rispetto al 2005. L'incidenza della legionellosi in Italia nel 2006 è pari a circa 16 casi per milione di popolazione e, nonostante il lieve aumento del numero dei casi rispetto all'anno precedente, non si apprezzano sostanziali differenze nella distribuzione dei casi nosocomiali (10%), comunitari  e associati ai viaggi.

    Nel 2007 sono pervenute all’ISS 862 schede di sorveglianza relative ad altrettanti casi di Malattia dei Legionari, di cui 816 confermati e 46 presunti, con un decremento del 7% rispetto al 2006.  Il 75% dei casi è stato notificato da 6 regioni (Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia - Romagna, Toscana e Lazio), il rimanente 25% da 14 regioni e Province Autonome, mentre il Molise non ha notificato alcun caso. Nel 2007 i casi nosocomiali segnalati sono stati 86 (10% dei casi totali notificati) mentre 186 casi (22%) avevano soggiornato almeno una notte in luoghi diversi dalla propria abitazione (alberghi, campeggi, case private), 17 casi (2%) erano residenti in comunità chiuse, 33 casi (3,8%) avevano frequentato piscine e 10 casi (1,2%) avevano effettuato cure odontoiatriche nei 10 giorni  precedenti l’insorgenza dei sintomi. Nel 2007 sono stati notificati complessivamente 329 casi di legionellosi associata ai viaggi: i casi in turisti italiani sono stati 186 mentre quelli verificatisi in turisti stranieri, e quindi notificati all'ISS dall’EWGLINET, sono stati 143. Inoltre l’EWGLINET ha notificato 61 cluster associati ad altrettante strutture recettive italiane che hanno riguardato in totale 142 turisti, dei quali 74 erano  italiani e 68 stranieri. L'incidenza della legionellosi in Italia nel 2007 è di circa 15 casi per milione di popolazione e non si apprezzano sostanziali differenze nella distribuzione dei casi comunitari, nosocomiali e associati ai viaggi rispetto agli anni precedenti, tranne che per la letalità dei casi di origine nosocomiale che è risultata più elevata rispetto al 2006 (37,5% vs 8,7%), anche se questo dato va interpretato con cautela perchè spesso l'esito della malattia non viene riportato sulla scheda di sorveglianza.

    Nel 2008 sono pervenute all’ISS 1.189 schede di sorveglianza relative ad altrettanti casi di legionellosi, di cui 1.136 confermati e 53 presunti, con un aumento del 38% rispetto al 2007.  Il 78% dei casi è stato notificato da 6 regioni (Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia - Romagna, Toscana e Lazio), il rimanente 22% da 14 regioni e Province Autonome, mentre il Molise non ha notificato alcun caso. Nel 2008 i casi nosocomiali segnalati sono stati 85 (7,1% dei casi totali notificati) mentre 179 casi (15%) avevano soggiornato almeno una notte in luoghi diversi dalla propria abitazione (alberghi, campeggi, navi, case private), 28 casi (2,4%) erano residenti in comunità chiuse, 41 casi (3,4%) avevano frequentato piscine e 10 casi (0,8%) avevano effettuato cure odontoiatriche nei 10 giorni  precedenti l’inizio dei sintomi. Nel 2008 sono stati notificati complessivamente 283 casi di legionellosi associata ai viaggi: i casi in turisti italiani sono stati 179 mentre quelli verificatisi in turisti stranieri, e quindi notificati all'ISS dall’EWGLINET, sono stati 104. Inoltre l’EWGLINET ha notificato 61 cluster associati ad altrettante strutture recettive italiane che hanno riguardato in totale 78 turisti, dei quali 42 erano  italiani e 36 stranieri. Nel 2008 nonostante l’aumento del numero totale dei casi, il numero di casi nosocomiali e dei casi associati ai viaggi è rimasto pressoché costante con una conseguente riduzione delle relative proporzioni (7,1% di casi nosocomiali nel 2008 vs 10% nel 2007 e 15% di casi associati al soggiorno presso strutture recettive vs il 22% dello scorso anno). È difficile dire se questa riduzione sia dovuta a una maggiore attenzione all'applicazione di interventi preventivi nelle strutture recettive e sanitarie o sia semplicemente un riscontro casuale, solo l’andamento della malattia nei prossimi anni potrà chiarire la situazione.